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ITA - Chiese a Condino

Italia  08/09/04


Alla riscoperta di un itineraio in trentino


di Mandrini Sandro (The Midge)



Dopo un paio d’anni di fermo per ragioni lavorative ho ripreso la pesca con un po’ di assiduità.
Dopo un’estate passata sul naviglio della Martesana (a proposito non si potrebbero evitare le due asciutte all’anno con conseguente mattanza delle tonnellate di pesce presente? Basterebbe lasciare 20-30 cm d’acqua e i pesci presenti si salverebbero!), e un uscita “ povera” soprattutto di acqua sul Pioverna, ho organizzato con mio fratello (Sandro the midge) un’uscita sul Chiese a Condino dove ero stato qualche anno fa in primavera ed ero stato ben impressionato dal pesce presente.
Dopo un viaggio veloce, arrivo a Condino, ritiro dei permessi già prenotati e subito sul fiume.
Partiamo dal punto di più facile accesso: il campo sportivo; l’impressione di aver scelto il momento migliore si è rafforzata: l’acqua era limpidissima in buona quantità al contrario di altri fiumi su cui avevamo chiesto informazioni; in giro si vedevano parecchi insetti; effimere, piccole sedge e moscerini favoriti dalla mattinata ancora calda sfarfallavano in giro riflettendosi controluce sullo sfondo del bosco.



Il tempo di vestirsi (la mia vestizione è un po’ “laboriosa” vista la stazza…), e Sandro è già schizzato sul greto lanciando come un forsennato.



Scendo anch’io sul fiume e decido di partire a secca con un’emergente oliva con sacca alare in dubbing ritorto e fissato sul dorso, una costruzione che mi aveva incuriosito e che avevo riprodotto in 3-4 esemplari con colori diversi.
Qualche lancio per prendere la mano con la canna, una Loomis 8’ # 4 spezzata sul Sarca anni fa e riparata dal grande Ghilardi in modo perfetto, ridotta a 7,5’ sempre #4, e dopo pochissime pose aggancio un bellissimo temolo di circa 28-30 cm . Per la prima volta da parecchio tempo ho catturato prima di mio fratello! Vuol dire che non sono arrugginito del tutto!




E’ un temolo maschio di tipo danubiano con la pancia gialla, pinne rosate e la dorsale con un arcobaleno di colori, ben pinnato e senza nessuna voglia di farsi slamare, ma il finale dello 0,15 mi permette di forzarlo un po’ e in poco tempo ritorna al fiume.
Vista l’ottima popolazione del tratto peschiamo sul libero ma esiste anche un tratto no-kill più in basso, verso la fine della riserva; non vogliamo perdere tempo in macchina la giornata promette troppo bene!
Sandro non si fa aspettare e anche lui aggancia un temolo uguale al mio, qualche foto e via …nel fiume! Sono pesci tutti molto vigorosi e sani con una popolazione ben distribuita su tutte le classi d’età, speriamo d’incontrare anche qualche pezzo da 90!


Decido di proseguire la pesca discendendo il fiume, sondando tutte le correntine e i rigiri d’acqua che riesco a raggiungere con i miei lanci catturando una serie di temoli di tutte le classi d’età segno della buona salute del fiume, ma nessuna trota.
Lascio sui rami di fronte il mio tributo in mosche e, avendo terminato le emergenti, mi indirizzo verso un’effimera sempre oliva di Petitjean che si dimostra una buona scelta, infatti catturo la prima trotella, ma è 20 cm scarsi!
Decido di provare a ninfa, essendo arrivato ad una buca un po’ più profonda e la mia scelta cade su un’imitazione di portasassi di Ghilardi in pelo animale e filo di rame, devo stare attento che ne ho poche e non ho ancora capito con che materiale le ha costruite, so solo che funzionano!


Decido di proseguire la pesca discendendo il fiume, sondando tutte le correntine e i rigiri d’acqua che riesco a raggiungere con i miei lanci catturando con un buon ritmo segno della buona salute del fiume, ma solo temoli e nessuna trota.
Lascio sui rami di fronte il mio tributo in mosche e, avendo terminato le poche emergenti che avevo costruito in prova, mi indirizzo verso un’effimera sempre oliva di Petitjean che si dimostra una buona scelta, infatti catturo la prima trotella, ma è 20 cm scarsi!
Decido di provare a ninfa, essendo arrivato ad una buca un po’ più profonda e la mia scelta cade su un’imitazione di portasassi di Ghilardi in pelo animale e filo di rame, devo stare attento a non perderla che ne ho poche e non ho ancora capito con che materiale le ha costruite, so solo che funzionano!


Al secondo lancio incanno un temolo che mi sembra un po’ più grande di quelli presi fino ad ora, infatti dopo 10’ di lotta si lascia recuperare con fatica e conferma la misura di circa 35 cm.
Intanto sono arrivate le 11.00 e mi merito un po’ di riposo, mi siedo su un sasso e contemplo il fiume, il bosco dove un o scoiattolo corre sui rami, i prati circostanti, le ragazze che corrono sulla pista ciclabile che costeggia questo tratto, riempiendomi l’ animo di queste meravigliose emozioni che solo una giornata di pesca ti sa dare.
Noto uno svolazzare di sedge chiare ed il richiamo del fiume si fa troppo forte; apro la scatola e lego al finale una sedge marroncina in CDC , ma viene ripetutamente rifiutata pur facendo salire i pesci.
Cambio affannosamente tipo di sedge, marrone scuro, cinnamomo, grigio screziato, gialla, più grandi e più piccole ma non c’è verso di ingannarli, eppure continuano a salire ed a bollare con regolarità, chissa cosa mangiano!
Abbandono la buca e riprendo le correntine e le cascatelle ricominciando la serie di temolotti e trotelle molto numerosi, ma di misura non entusiasmante.
Ormai sono le 16.00 e da parecchio non vedo Sandro che ha deciso di risalire il fiume; decido di smettere essendo anche stanco, vista la mancanza di allenamento e salgo alla pista ciclabile che costeggia il fiume e mi avvio verso la macchina.
Poco dopo Sandro mi raggiunge e mi dice che più in alto in una bella lama ha agganciato parecchi temoli belli con uno di almeno 45 cm!
Per farsi perdonare lo mando a raccogliere un po’ di fiori per le donne di casa, e dopo un meritato panino si torna a casa.
Vicino ai fiori troviamo la pelle di muta di una vipera lunga almeno un metro abbondante pertanto…occhio!!


Ecco una selezione delle mosche usate si possono notare in basso a sinistra l’emergente citata nel racconto e centrale sempre in basso il portasassi di Ghilardi. In conclusione mi è sembrato che il pezzo di fiume in concessione sia gestito bene, il pesce è molto bello e con i nuovi rilasci di acqua dalle dighe si è superata quella cronica mancanza di linfa vitale che è sempre un punto dolente per i nostri fiumi montani.


Mandrini Paolo



© PIPAM.com

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